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Per Aspera ad Astra

The making of

Per Aspera ad Astra è un concept album, con brani che ho composto nel corso degli ultimi tre anni, mescolando diversi stili ed estetiche: jazz, world music, rock, fusion, pop, electronic, contemporary music. Uno degli aspetti più interessanti della scrittura di questo progetto è stato per me quello compositivo e, di conseguenza, l’arrangiamento in particolare dell’orchestra d’archi: è stato stimolante bilanciare ed integrare il suo suono nella grammatica delle partiture. In questo intreccio, la mia voce è stata la guida, che mi ha condotto durante la composizione: ora quale strumento lirico ed estremamente melodico, ora in linee più nervose e ostiche, più propriamente strumentali.
La scelta dell’organico è stata motivata, oltre che da ragioni tecniche legate alle partiture, da affinità musicali e umane. Il cuore strumentale è costituito da una straordinaria sezione ritmica, il trio Urban Fabula, (Seby Burgio, Alberto Fidone, Peppe Tringali). Sono legata agli Urban Fabula da una forte amicizia, consolidata nel corso di più di dieci anni di molteplici collaborazioni e sinergia artistica. Prezioso è stato l’apporto artistico, musicale e umano del mio fraterno amico Alberto Fidone: oltre a suonare il contrabbasso e il basso elettrico, ha curato la direzione dell’orchestra d’archi ed ha prodotto il progetto, insieme a me e a Riccardo Samperi, ingegnere del suono e “quinto uomo del quartetto”, un elemento fondamentale nella definizione del suono di questo disco.
La scelta di Jani Moder alla chitarra è motivata dalla sua estrema versatilità e grandissima affinità con la mia musica: con le sue linee, Jani definisce una voce alternativa in perenne dialogo con la mia. La Trp Studio Orchestra ha conferito a Per Aspera ad Astra un’ ulteriore trasversalità e il suo impiego è assolutamente intrinseco: l’ avvolgente contraltare alla “solidità” della sezione ritmica, la necessaria “esegesi” della melodia e delle liriche.

Non sempre, nel corso dei brani, la melodia si accompagna ad un testo; tuttavia, laddove presente, esso ne costituisce il punto nevralgico che armonizza gli elementi musicali con quelli extra-musicali. Il testo di Yasam, ad esempio, in lingua turca, prende spunto da un passo della poesia “Alla vita” di Nazim Hikmet, che recita:

“Prendila sul serio (la vita) ma sul serio a tal punto che a settant'anni pianterai un olivo, non perché resti ai tuoi figli, ma perché non crederai alla morte e la vita peserà di più sulla bilancia”.

Per Aspera ad Astra racconta la storia di un percorso di evoluzione spirituale, a tratti dantesco, un sogno lucido che passa attraverso diversi stadi o tappe. Questa evoluzione si esprime con una metamorfosi e la rinuncia all’attaccamento a ciò che non c’è o non serve più: lasciando lo spazio al nuovo che avanza, la Vita fluisce e fiorisce. Il titolo, che affonda le origini nel mondo classico e nel mito, è legato ai concetti di “cammino” ed “ascensione” ed ha una ricca simbologia mistica, con elementi che ricorrono nei contenuti musicali ed extra-musicali del disco. Ciascun brano costituisce un nodo emotivo ed energetico, che si aggancia al nodo successivo, come fra loro gli anelli di una catena circolare, priva di inizio e fine: “Up” e “Per Aspera ad Astra”, infatti, il primo e l’ultimo brano del disco, sono anch’essi agganciati fra loro, dando luogo a un continuum musicale e spirituale, un cerchio liquido, un eterno ritorno.
foto Paolo Galletta

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